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MEMI: Un’Innovativa Frontiera nel Trattamento del Trauma anche in Italia

È con grande entusiasmo che insieme al mio infaticabile collega Dott. Alessandro Di Domenico ho recentemente completato la formazione in ( ), una tecnica ancora sconosciuta in Italia!
Questo innovativo approccio, emergente negli USA  , ha aperto nuove prospettive nella mia pratica, ed è un onore poterla presentare in Italia.
La mia passione per le neuroscienze mi ha guidato attraverso varie forme di formazione nel corso degli anni, ma questa esperienza con la MEMI ha rappresentato un cambiamento di paradigma fondamentale nei miei approcci terapeutici. Quello che ho osservato durante il training ha messo ulteriormente in discussione, radicalmente, il mito del “no pain, no gain” nella terapia del trauma. Invece di un’elaborazione dolorosa, ho constatato che:
 ‘ – , : la MEMI valorizza movimenti oculari multidirezionali che supportano l’integrazione della memoria senza fare eccessivo affidamento su elaborazioni verbali prolungate o ristrutturazioni cognitive. Questo approccio consentirà ai miei clienti di affrontare le proprie esperienze in modo più fluido e naturale.
 : contrariamente ad altre tecniche che richiedono narrazioni dettagliate o esposizioni prolungate, la MEMI offre un percorso più diretto verso il materiale traumatico, riducendo così il rischio di disregolazione e favorendo un processo terapeutico più sereno.
Inoltre, la MEMI, è una tecnica unica e preziosa che lavora in condizioni di solida stabilità, all’interno della finestra di tolleranza della persona, perché:
✅️ ̀ : le persone possono ottenere risultati significativi senza dover rivivere il trauma attraverso narrazioni dolorose.
✅️ : le persone vengono aiutate a “proiettare” i ricordi traumatici, osservandoli come un film proiettato su di un punto della stanza del terapeuta. Questo passaggio aiuta a mantenere una distanza emotiva e un senso di controllo sul ricordo, riducendo fortemente il rischio di ritraumatizzazione e rendendo l’intero processo più gentile.
✅️ : la MEMI include movimenti lungo tutto il campo visivo, che spesso hanno un forte impatto teraupeutico. Questi movimenti variabili richiedono un maggiore impegno da parte della memoria di lavoro, lasciando meno spazio per il materiale traumatico, e facilitando l’accesso agli aspetti visivi, uditivi e cinestetici dei ricordi.
✅️ : sebbene opzionali, i prompt verbali possono potenziare l’esperienza, orientando il cliente verso i propri obiettivi e introducendo nuove possibilità mentre è in uno stato di consapevolezza focalizzata.
✅️ : utilizzando MEMI, i terapeuti possono ridurre il rischio di burn out, poiché non devono affrontare costantemente le stesse storie traumatiche o gestire elaborate ristrutturazioni cognitive. Questo porta a sessioni più efficaci e gratificanti.
Ringrazio di cuore il Dr. Mike Deninger che ci ha permesso di formarci e la collega Dott.ssa Maria Gear Haugen, nostro supervisore.
Sono ansioso di portare questa tecnica in Italia e di aiutare gli altri nel loro percorso di guarigione.
Rimanete sintonizzati per ulteriori dettagli!

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